Mahadasha di Ketu
Sette anni di Ketu, ottavo periodo del vimshottari, in tre tempi: slancio, timori, viaggi; le sue dignità sono discusse.
L’immagine di un corpo senza testa è quella di Ketu tra gli astri; descrive l’astro, non la persona. Ketu costituisce il secondo nodo lunare. La sua mahadasha, che è un grande periodo a durata costante, dura sette anni e si colloca all’ottavo posto del vimshottari, tra Mercurio e Venere. Comprende antardasha, sottoperiodi diretti ciascuno da un secondo astro, e apre l’esistenza quando la Luna di nascita si trova in Magha, Mula o Ashvini.
Il percorso di questo periodo è particolare: uno slancio all’inizio, chiamato rajayoga, apprensioni a metà, viaggi lontani verso il termine. Poiché Ketu è sempre retrogrado, i suoi effetti si susseguono in ordine inverso a quello dei drekkana, i terzi di segno. Sostiene il periodo quando occupa un kendra, un trikona o la casa 11, in un segno benefico, in esaltazione o nel suo segno, oppure nelle case 3, 6 o 11. I terreni sono l’accordo con il potere, la direzione desiderata di un luogo, i contatti con l’estero e la buona intesa con gli amici. In casa 2 o 8, o sotto lo sguardo di un malefico, Ketu reca preoccupazioni e frequentazioni basse; sono allora messi alla prova i parenti e la dimora.
Le sue dignità restano aperte. Ketu può essere esaltato in Vrishchika, con Dhanu in moolatrikona e Vrishchika come dimora, oppure esaltato in Meena. Un altro sistema non prevede alcun periodo per Ketu: ritiene soltanto i sette astri e il lagna, e la durata vi si calcola diversamente dal vimshottari.
Tocca dunque a te leggere questi sette anni in tre tempi, in base alla casa che occupa il tuo Ketu di nascita.
Per leggere il graha in sé apri la guida a Ketu.
